sabato 12 settembre 2015

ascolto consigliato : Riverside - Towards the Blue Horizon



Scacco al Regno (parte ottava)

"E' tempo che i Vertici del Triangolo si scontrino, Echelon con il suo Nuovo Ordine ha disturbato l'Equilibrio; al sorgere del sole attaccheremo il suo castello, io colpirò i suoi uomini chiave durante la riunione segreta, tu, possessore della Purificatrice Nera dovrai eliminarlo."
Disse Dawidh mentre si toccava la barba del mento.
"Come potremo assediare la sua dimora? Non hai pensato alle guardie, alle eventuali trappole e ai suoi arcieri?" - replicò Max.
"Sono anni che attendo questo momento, i miei figli si sono addestrati tanto, sappiamo cosa fare, l'importante è che tu lo colpisca senza pietà, Echelon cercherà di corromperti, di giustificare il suo comportamento, egli è il Signore degli Inganni e sa che la tua Arma può trafiggerlo; noi ti apriremo la strada, non ti è permesso fallire, devi ristabilire l'Ordine" - concluse Dawidh.

Andarono a riposare, tutti tranne Dawidh che si ritirò nell'oscurità di una foresta per riflettere.

Si dice che in quella notte l'intera foresta si illuminò di una luce iridescente,quasi accecante, un evento mai accaduto prima.

Giunse l'alba sul regno, Max, Dawidh e i suoi figli più grandi assalirono il castello di Echelon ; nessuno avrebbe mai osato tanto, dodici guerrieri che attaccavano frontalmente un nemico molto più grande di loro.

Non tutto il popolo era solidale con i "ribelli" infatti numerosi militanti delle fazioni tentarono di fermare quel piccolo gruppo di combattenti.

Il sangue iniziava a scorrere per le strade, l'unico che colpiva senza uccidere era proprio Max, tutti gli altri attaccavano senza pietà : retori con le loro guardie del corpo, esattori delle tasse e usurai iniziavano a cadere insieme agli stolti che gettavano la propria vita difendendo quei diavoli.

Il sovrano che osservava dalla torre più alta ciò che accadeva, fece abbassare il ponte levatoio, sapeva anche lui che di lì a poco il cerchio di Ouroboros si sarebbe chiuso.

I dodici entrarono nel castello, man mano che si avvicinavano ad Echelon le guardie diventavano sempre più forti e resistenti.

"NON PUOI PERSEVERARE CON LA TUA MISERICORDIA!!!" gridò il primogenito dei figli di Dawidh  verso Max che era stato accerchiato da una dozzina di guardie; il giovane che si difendeva come poteva, iniziava a subire ferite...
Dawidh,che non aveva ancora estratto la sua spada intervenne, salvando il ragazzo.

"Perché non l'hai ancora usata?" disse Max
"Non è ancora il momento, se dovessi usarla qui morireste anche voi" rispose Dawidh mentre continuava la sua avanzata verso la Torre.

Erano feriti, stanchi, macchiati del loro sangue e di quello dei nemici; nonostante tutto si avvicinavano sempre più ad Echelon.

"Resistete figli miei, appena Echelon sarà sconfitto questa lotta finirà!" esclamò Dawidh prima di affrontare le scale che portavano al malvagio sovrano e ai suoi servitori più fidati.

Fra la prole di Dawidh spiccava Amnon, un giovane dal comportamento non sempre rispettoso delle regole ma che in battaglia si divertiva nonostante la situazione lo mettesse in pericolo di vita, schivava i fendenti e le frecce all'ultimo secondo facendosi sfiorare perché amava quel brivido di morte che lo faceva sentire vivo...
Ma quella volta osò troppo e una lama colpì il suo addome, suo padre sentì le grida del figlio, ormai era troppo tardi per tornare indietro.

Un'aura nera, omicida, demoniaca, avvolgeva Dawidh e la sua spada ancora infoderata.

"Continua a salire, vai da Echelon" disse il patriarca a Max prima di attraversare le Colonne che portavano alla enorme sala delle riunioni.

Dawidh entrò, vi erano seicentosessantasei uomini incappucciati disposti uniformemente ai lati della stanza, costoro stavano praticando dei sacrifici rituali da offrire al sovrano.

"Per voi è arrivato il momento in cui maledirete la vostra nascita,il tempo di pentirsi di ogni respiro fatto su questa terra e di desiderare di morire prima possibile.
Appena questa Spada sarà sfoderata, l'Avicii in confronto a ciò che subirete sarà il Paradiso" esclamò il comandante dei ribelli, la sua aura dava forma a neri spettri dannati che giravano intorno agli adepti di Echelon e non permettevano agli stessi, in preda al panico, di scappare.

Dawidh si inginocchiò, si sciolse i lunghi capelli e con un coltello si squarciò di proposito l'addome mentre sottovoce diceva :

"non difenderti,
rilascia il dolore,
piangi come un neonato
e sarai di nuovo libero.
Non c'è violenza
nell'oscurità circostante,
non ci sono regole in questo caos di colori

ESORCIZZA, AURORA!!!"

Il nodachi di Dawidh fu estratto, le sue viscere, i suoi fiumi di sangue si tramutarono in centinaia di catene uncinate che si aggrapparono agli arti degli adepti.
Quella lama emanava una luce multicolore così forte da rendere la stessa inguardabile come il bagliore del Sole.
Dawidh colpiva senza ferire mortalmente assicurandosi che quei colpi arrecassero più dolore possibile, le catene tiravano verso di lui coloro i quali cercavano di scappare da quella lama assetata non solo di sangue ma della sofferenza allo stato puro.
Aurora si nutriva a poco a poco, inesorabilmente,  delle anime che mieteva...
Erano attimi che duravano millenni...
In quell'ecatombe, in quel groviglio infernale di lame, catene e anime dannate Dawidh non era adirato bensì sereno anzi osservandolo mentre sferrava quei fendenti si poteva scorgere un sorriso colmo di felicità perché chi aveva impoverito, schiavizzato e ucciso innocenti stava pagando il prezzo dei propri peccati.




3 commenti:

  1. piccola nota

    il rilascio del nodachi di Dawidh è una libera traduzione di parte del testo della canzone "Aurora" dei Ghost Brigade

    RispondiElimina
  2. ლ(́◉◞౪◟◉‵ლ)

    RispondiElimina